Anniversario di Srebrenica

Lunedì, 11 Luglio 2016 Scritto da 

Come ogni anno la redazione di Percorsidipace ricorda il genocidio di Srebrenica. E quest’anno, l’11 luglio, ricorre il 21° anniversario. Il genocidio di Srebrenica è il più grande crimine di guerra avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina e nel territorio europeo dopo la seconda guerra mondiale.

Ricordare migliaia di musulmani bosniaci uccisi da parte delle truppe serbo-bosniache nella zona protetta di Srebrenica, che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite, è doveroso. In pochi giorni furono uccisi 8372 civili musulmani. Così, nel 2007 la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha riconosciuto il crimine di GENOCIDIO perché “l’azione commessa a Srebrenica venne condotta con l’intento di distruggere in parte la comunità bosniaco-musulmana della Bosnia-Erzegovina” mentre tre anni dopo, il 31 marzo 2010, il Parlamento della Serbia ha approvato una risoluzione di condanna del massacro, evitando il termine genocidio chiedendo scusa per le vittime.

“A ventun anni da tale evento, la verità è stata ormai ricostruita ma lo sgomento non fa che aumentare, come aumenta la disperazione dinanzi a un tessuto sociale e politico lacerato e non ancora ricucito, scrivono in una nota i responsabili del Comitato Per la pace nei Balcani. Molte delle ferite sono tuttora aperte, e l’intera Bosnia Erzegovina vive una drammatica situazione economica. Auspichiamo che questo anniversario sia un’occasione per riflettere affinché si capisca come da atti così feroci non possa scaturire niente di buono per nessuno, nemmeno per chi li commette, nemmeno per i ‘vincitori’. Auspichiamo inoltre che da queste riflessioni venga un monito al nostro presente, ancora violentemente sfigurato da guerre, terrorismi, sopraffazioni e razzismi di ogni tipo, ormai dentro la nostra Europa e la nostra Italia. Possiamo e dobbiamo venir fuori da questo circolo vizioso. Il genocidio di Srebrenica, concludono, http://www.lexusroma.it/nuova-is/dettagli/jpg/acquistare-kamagra-on-line-144410.html parla direttamente a noi, Europa del commercio d’armi e dei valori traditi”.

Fonte: avaz.ba