Guerra civile nella Repubblica Centrafricana

Mercoledì, 27 Luglio 2016 Scritto da 

Nella Repubblica Centrafricana la difficile situazione politica continua a provocare i morti. In meno di trenta giorni la guerra civile ha prodotto altri 15 mila sfollati. Gli scontri in corso mettono a dura prova anche i progetti umanitari.

La guerra civile nella Repubblica Centrafricana è una guerra combattuta nella Repubblica Centrafricana. Iniziò il 10 dicembre 2012, tra la coalizione di governo e le forze ribelli Séléka ed è ancora in corso. Il conflitto, sorto dopo che i ribelli hanno accusato il governo del presidente François Bozizé di non riuscire a rispettare gli accordi di pace firmati nel 2007 e nel 2011, a cinque mesi dall'elezione del presidente Faustin-Archange Touadera la Repubblica Centrafricana è ripiombata in una spirale di violenze. Da metà giugno, oltre 15 mila persone hanno abbandonato le loro case per fuggire dagli scontri armati nella parte occidentale dello stato africano cercando rifugio in Ciad e Camerun.

La difficile situazione del paese è documentata nel rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Secondo il documento, in 9 mila si sono rifugiati in Ciad, poco più della metà in Camerun, mentre di molti altri non si hanno notizie. L’esodo, iniziato lo scorso 12 giugno a causa della faida interetnica tra pastori e agricoltori vicino alla città di Ngaoundaye, nella regione di Ouham Pende, ha costretto molte persone ad abbandonare le loro case.

Secondo la rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite nel paese, Diane Corner, la situazione è inquietante. "C'e' una sensazione di inquietudine e Bangui può trasformarsi rapidamente in un inferno. Dopo il periodo elettorale che ha portato un po' di tranquillità, è tornata una pericolosa instabilità". Secondo il funzionario Onu, alcuni ribelli Seleka non sono soddisfatti dell'attuale situazione politica e stanno cercando di acquisire il controllo e dominare alcune zone del Paese, autori del colpo di stato che nel 2013 aveva portato alla destituzione dell'allora presidente Francois Bozizé, aprendo una lunga fase di violenze in Centrafrica, gli esponenti di questa coalizione musulmana avevano già a fine maggio mostrato una certa ostilità nei confronti di Touadera.

La paura di un nuovo conflitto civile è evidente e le nuove unioni dei gruppi ribelli peserebbero allo Stato africano già scosso da una profonda http://aipcnet.it/Meeting_2007/lib/cialis-en-ligne-en-suisse-fr.html crisi umanitaria. 

Fonte: Unhcr