I WELCOME

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 Scritto da 

Aderisci alla nuova campagna di Amnesty International...I WELCOME!

Dato lo squilibrio che continua a mantenersi tra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati sul fronte dell’accoglienza dei rifugiati, Amnesty International ritiene che sia necessario un nuovo approccio globale ai movimenti migratori fondato su una vera cooperazione internazionale e su una più equa ripartizione delle responsabilità e degli oneri finanziari derivanti dalla crisi internazionale dei rifugiati.

Chiediamo che:

  • i posti disponibili per i rifugiati in paesi sicuri siano incrementati, specialmente per i più vulnerabili (come le persone che hanno subito tortura, le persone disabili, o le donne e i minori a rischio di violenze).
  • maggiori opportunità per chiedere asilo per le persone che scappano da conflitti e da situazioni di emergenza (come la guerra in Siria) attraverso il rilascio di visti umanitari, visti per il ricongiungimento familiare, per motivi di studio o di salute.
  • i paesi più sviluppati facciano la propria parte e contribuiscano in modo equo ad accogliere i rifugiati e contribuire finanziariamente alla protezione di rifugiati presenti nei paesi in prima linea.
  • che i governi rispettino il diritto a chiedere asilo e garantire i diritti fondamentali dei rifugiati.

In merito all’approccio Hotspot chiediamo che:

  • in nessun caso l’uso eccessivo della forza, la detenzione arbitraria e prolungata, i maltrattamenti e le torture possono essere usati per costringere le persone a dare le impronte digitali. Le autorità devono indagare su tali violazioni dei diritti umani e assicurare che le vittime abbiano accesso a giustizia e riparazioni.
  • tutte le persone che arrivano in Italia devono avere accesso ad informazione completa e chiara sul proprio status e genuine opportunità di chiedere asilo.
  • nessuna persona deve essere rimpatriata forzosamente verso un paese dove potrebbe subire violazioni gravi dei diritti umani. La situazione di ogni persona deve essere esaminata individualmente.
  • l’Italia deve sospendere l’esecuzione e evitare di stipulare accordi bilaterali di polizia che facilitano la riammissione di persone verso paesi dove si violano i diritti umani in modo diffuso e sistematico, come il Sudan.

 

Fonte: Amnesty International