Amnesty International: lo stato dei diritti umani nel 2016

Mercoledì, 01 Marzo 2017 Scritto da 

Amnesty International ha analizzato la situazione in 159 paesi nel 2016 denunciando violazioni dei diritti umani nei modi più diversi. “Per milioni di persone, il 2016 è stato un anno di continua sofferenza e paura, poiché governi e gruppi armati hanno compiuto violazioni dei diritti umani nei modi più diversi. Gran parte della città più popolosa della Siria, Aleppo, è stata ridotta in macerie dai bombardamenti aerei e dagli scontri per le strade, mentre proseguivano gli attacchi violenti e crudeli contro i civili nello Yemen. Dal peggioramento della difficile situazione dei rohingya nel Myanmar, fino alle uccisioni illegali di massa in Sud Sudan, dal brutale giro di vite sulle voci di dissenso in Turchia e Bahrein, all’aumento dei discorsi d’incitamento all’odio nella gran parte dell’Europa e degli Usa, il mondo nel 2016 è diventato un posto più cupo e più instabile”.

In un mondo avvelenato da discorsi populisti, xenofobi e che alimentano la cultura dell’odio nei confronti dell’altro, i diritti umani si sgretolano, mentre la sorte dei più deboli è abbandonata alla mercé di politiche nazionaliste e xenofobe: è il quadro di un mondo a tinte fosche quello che emerge dal rapporto 2016-2017 di Amnesty International, presentato a Roma in contemporanea con le altre capitali mondiali.

La crisi globale dei rifugiati e dei diritti umani è peggiorata. Dal fallimento degli stati che hanno partecipato al summit di settembre delle Nazioni Unite su rifugiati e migranti, per trovare un accordo per una risposta adeguata alla crisi globale dei rifugiati, all’utilizzo delle armi chimiche contro la popolazione nel Darfur, all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Usa ai semi di odio instillati dalle parole di diversi leader mondiali. Tutto ciò mette a rischio i valori enunciati dalla Dichiarazione dei diritti umani del 1948. Come sostiene Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International “Il 2016 è stato l’anno in cui il cinico uso della narrativa del ‘noi contro loro’, basata su demonizzazione, odio e paura, ha raggiunto livelli che non si vedevano dagli anni Tenta dello scorso secolo. Un numero elevato di politici sta rispondendo ai legittimi timori nel campo economico e della sicurezza con una pericolosa e divisiva manipolazione delle politiche identitarie allo scopo di ottenere consenso”.

Il concetto di dignità umana e uguaglianza, della sorveglianza di massa, dei difensori dell’ambiente, della questione di sicurezza, della discriminazione e dei crimini d’odio hanno lasciato le tracce nella storia del 2016. E come sostiene Amnesty International, “mentre iniziamo il 2017, il mondo si sente insicuro e impaurito davanti a un futuro tanto incerto. Ma è proprio in questi momenti che abbiamo bisogno di voci coraggiose, di eroi comuni che si oppongano all’ingiustizia e alla repressione. Nessuno può sfidare il mondo intero ma ognuno di noi può cambiare il proprio mondo. Tutti possono prendere posizione contro la disumanizzazione, agendo a livello locale per riconoscere la dignità e i diritti uguali e inalienabili di tutti, gettando così le basi per la libertà e la giustizia nel mondo. Il 2017 ha bisogno di eroi ed eroine dei diritti umani”.

 

Fonte: Amnesty International