Migranti: record dello sbarco di minori

Mercoledì, 31 Maggio 2017 Scritto da 

Secondo il rapporto dell’Unicef in Italia, dal 2012 al 2016, i minorenni irreperibili sono aumentati, passando da 1.754 a 6.508. Questi risultati sono stati raccolti nel rapporto intitolato: "Sperduti. Storie di minorenni arrivati soli in Italia".

Il rapporto, realizzato dall'Unicef e dal Consiglio nazionale delle ricerche, cerca di rilevare il vissuto dei minorenni in relazione alla loro esperienza migratoria e il loro percorso verso l'Italia. Dall’analisi risulta che metà dei bambini migranti di tutto il mondo vive in soli 15 Paesi. In testa alla classifica gli Stati Uniti d'America, che ospitano 3,7 milioni di bambini mentre l'Italia è al 20esimo posto con 400 mila minorenni. Al 31 dicembre 2016 su un totale di 181.436 persone sbarcate nel corso dello stesso anno in Italia, i minorenni erano 28.223. Di questi, 25.846 sono minorenni non accompagnati, il 92% del totale. Al mese di ottobre del 2016 i minorenni stranieri non accompagnati che hanno presentato una domanda d'asilo sono stati 4.168, ovvero il 48,3% dei minorenni (accompagnati e non). Al 30 novembre del 2016, sul totale dei minorenni stranieri non accompagnati e non richiedenti asilo identificati sul territorio, quelli che risultavano presenti nelle strutture di accoglienza erano 17.245, il 72,6%, mentre il restante 27,4% è costituito dagli irreperibili. Tra le nazionalità, i minorenni non accompagnati presenti nelle strutture d'accoglienza italiane provenienti dall'Egitto erano 2.801, seguiti da Gambia (2.252), Albania (1.573), Nigeria (1.456), Eritrea (1.314). Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei minorenni non accompagnati provenienti dall'Africa occidentale.
 Il rapporto evidenzia l’aumento dei minori irreperibili, passati dai 1.754 del 2012 ai 6.508 di fine novembre 2016 (27,4% del totale dei minorenni non accompagnati). La tendenza a trovarsi in condizione di irreperibilità risulta particolarmente alta tra i minorenni provenienti da Afghanistan, Eritrea, Somalia e Siria e "ciò potrebbe prefigurare, tra le altre ipotesi, una precisa strategia volta a proseguire il viaggio verso altri Paesi Europei".

 

Fonte: UNICEF